Contrattazione sociale: oltre 7 mila accordi per rispondere al disagio sul territorio

"Pubblicato il Rapporto 2019 dell’Osservatorio della Cisl sulla Contrattazione sociale territoriale, curato dal gruppo di ricerca interuniversitario afferente al Centro Wwell ed edito da Edizioni Lavoro. La pubblicazione rappresenta un’approfondita analisi della contrattazione sociale nel periodo 2013-2018; contiene uno specifico focus sulla non autosufficienza e propone alcuni spunti organizzativi per ampliare e qualificare la contrattazione sociale come strumento di confronto con le istituzioni locali e di dialogo con il Terzo Settore. Al centro: il disagio sociale delle persone disabili e non autosufficienti, gli anziani, le famiglie a basso reddito nei territori di residenza. Alla data dello scorso 15 aprile, l’Osservatorio ha censito e analizzato 7.652 accordi mentre, con riferimento al 2018, la contrattazione sociale ha riguardato 17 Regioni, 1.509 Comuni e 20,7 milioni di persone potenzialmente tutelate. “Dai dati - si legge nel report di sintesi – emerge che la contrattazione sociale allarga la capacità del welfare locale e protegge i più deboli con un’azione complementare al welfare nazionale”. Due aree vengono trattate dal sindacato in maniera strutturale nel periodo considerato, quello della fiscalità locale e dell’assistenza domiciliare, e altre due aree risultano in forte crescita negli ultimi anni: quella del contrasto alla povertà e dell’abitare. In particolare, nel periodo 2013-2018, l’area più ricorrente negli accordi è stata la fiscalità locale che si attesta stabilmente al di sopra del 60 per cento, seguita dal contrasto alla povertà che ha riguardato invece il 37,7 degli accordi siglati dalla Cisl, crescendo in maniera esponenziale rispetto al periodo precedente (nel 2012 solamente il 26 per cento degli accordi riguardava la povertà). Altri due temi sono quelli del rafforzamento di servizi territoriali domiciliari e dell’abitare. Il primo, l’area assistenza domiciliare sociale, sempre nello stesso periodo, si attesta al 31,8% mentre il secondo, l’abitare, si registra una crescita rilevante negli ultimi quattro anni: nel 2013 il dato si attestava al 24 per cento, nel periodo 2013-2018 si colloca, in media, quasi al 30. Va inoltre sottolineato, dicono i ricercatori, che, nell’area delle politiche sociali, “circa la metà (49,7 per cento) degli accordi sono rivolti all’intero nucleo familiare e non esclusivamente alla singola persona”. Per quanto riguarda i beneficiari degli accordi sottoscritti, ci sono le persone anziane non-autosufficienti, i disabili, gli adulti in difficoltà, gli stranieri e i giovani. Focus particolare del Rapporto 2019 è quello dedicato al tema della non-autosufficienza con tre punti chiave: il primo è il supporto ai caregivers in collegamento con la rete dei servizi; il secondo è la domiciliarietà aperta intesa non solo come assistenza ma anche mobilità, accessibilità dei servizi, co-housing; il terzo è lo sviluppo di servizi socio-sanitari a garanzia della continuità assistenziale ospedaliera e della medicina cosiddetta “di iniziativa” (dall’infermiere di famiglia agli ambulatori sociali)" *.

* da Conquiste del Lavoro del 25 luglio 2019

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