Fallimento Mercatone Uno: come recuperare i soldi. Le istruzioni di Adiconsum

Sta tenendo banco in questi giorni la notizia del fallimento dei 55 punti vendita di una catena molto nota ai consumatori italiani. Stiamo parlando di Mercatone Uno, che vendeva prevalentemente mobili e accessori per la casa. In un colpo solo sono stati lasciati a casa circa 1.800 lavoratori, mentre circa 20.000 sono i consumatori che hanno ordinato la merce, pagando un acconto o addirittura saldando quanto dovuto senza però ricevere nulla. Che ne sarà di loro? Adiconsum ha analizzato la situazione e tre sono le possibili strade da percorrere per poter rientrare in parte dei soldi versati.

Istruzioni di Adiconsum

In caso di pagamento con carta di credito
Adiconsum consiglia di richiedere l’attivazione della procedura del “charge back”. La richiesta va inoltrata alla società emittente la carta di credito. Il charge back viene concesso in caso di frode per legge o in caso inadempimento del commerciante a discrezione della società emittente la carta di credito. Il caso di Mercatone Uno, rientra in quest’ultimo, in quanto il commerciante non ha adempiuto alla consegna della merce. Quindi, Adiconsum consiglia di contattare subito la società per accertare la possibilità di richiedere il charge back e per conoscere i tempi per la sua attivazione. Tale procedura può essere richiesta sia per i pagamenti fatti con carta di credito per la merce acquistata online che per quelli effettuati presso il punto vendita.


In caso di pagamento con finanziamento
Se si è scelta la formula di pagamento rateale e si è stipulato un contratto di finanziamento, Adiconsum consiglia di chiedere alla finanziaria la risoluzione del contratto e la restituzione delle somme già versate per grave inadempimento del fornitore (Testo Unico bancario – D. lgs. 385/93).

Insinuazione al passivo
Non appena saranno resi noti termini e condizioni, Adiconsum consiglia comunque i consumatori di richiedere l’insinuazione al passivo fallimentare, tenendo presente che i primi ad essere ristorati saranno i fornitori (creditori privilegiati), poi i lavoratori e per ultimi i consumatori, in qualità di creditori chirografari.

Adiconsum invita i consumatori a richiedere l’assistenza presso una delle 150 sedi presenti in tutta Italia, dalla Valle d’Aosta alle isole.

(pubblicato su Pagina servizi Avvenire)

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