Sicet: un nuovo “piano casa” per affrontare l’emergenza abitativa

“A cinquant’anni dagli scioperi per la casa del 1969 in Italia la questione abitativa è ancora di grande attualità. Lo confermano i dati dei principali osservatori economici che disegnano un quadro sociale di forte sofferenza, in particolare nelle grandi realtà urbane, dove il disagio abitativo sconfina spesso nella marginalità. Basti pensare che negli ultimi 5 anni sono stati emessi 320 mila provvedimenti esecutivi di sfratto, dei quali oltre 280 mila per morosità. Nel frattempo, il sistema abitativo pubblico – debilitato da decenni di privatizzazioni e tagli agli investimenti – si è ridotto al 4 per cento del patrimonio totale (una delle percentuali più basse di Europa), col risultato che i Comuni e gli ex Iacp non riescono a stare dietro alla domanda crescente di case, tanto è vero che giacciono inevase oltre 650 mila richieste di alloggio popolare. Per il segretario generale del Sicet Cisl, Nino Falotico, “il documento-piattaforma ridefinito con Federcasa rafforza l’impegno condotto in questi anni difficili dalle associazioni degli inquilini e fa della questione abitativa un punto nevralgico della più generale questione sociale italiana. Infatti, quando il canone di locazione assorbe il 30 per cento e più del reddito di circa 3 milioni di famiglie – osserva Falotico – è chiaro che stiamo parlando delle conseguenze sociali di un mercato abitativo distorto che alimenta le disuguaglianze sociali e di scelte politiche sbagliate che hanno progressivamente prosciugato le risorse destinate al settore”. Quello delle risorse è il primo nodo da sciogliere. Non a caso, tra le misure sostenute dal Sicet, contenute anche nella piattaforma unitaria varata di recente da Cgil, Cisl e Uil, figura il rifinanziamento del fondo di sostegno all’affitto previsto dalla legge 431 del ’98 e una politica fiscale finalizzata a calmierare i canoni di affitto privati. “La conferma nella legge di bilancio attualmente in discussione della cedolare secca al 10 per cento è una scelta positiva – spiega il segretario del Sicet – ma si può fare di più premiando chi affitta a canone concordato e penalizzando chi lascia sfitti gli alloggi nelle città ad alta tensione abitativa”. Infine, il tema degli investimenti pubblici: “Lo Stato – conclude Falotico – deve tornare ad investire in case popolari mobilitando risorse sia pubbliche che private per dare una risposta strutturale ai bisogni delle famiglie italiane a basso reddito”.

Pubblicato sulla pagina Servizi Cisl di Avvenire del 6 dicembre 2019

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