"Informare equivale a prevenire". Le iniziative Anolf per l'emergenza

In questo momento di crisi sanitaria e sociale che il Covid 19 impone, siamo tutti fragili, indifesi e vulnerabili e sembra livellarsi la distanza sociale che a volte si avverte tra immigrati e non. Se da un lato è vero, il virus non guarda al colore di pelle, la provenienza geografica o l’etnia, dall’altro dobbiamo registrare che anche nell’omogenietà del rischio ci sono gruppi che subiscono un ulteriore svantaggio, quello linguistico, che se non padroneggiato a volte aggiunge ulteriori criticità a situazioni già precarie o drammatiche. Nel mese di febbraio all’accrescere della conta dei contagi il Ministero della Salute ha emanato poche e semplici regole igienico-sanitarie utili a prevenire la trasmissione del virus. Come Anolf, caratterizzati da persone provenienti e appartenenti a diverse nazionalità abbiamo cercato di fornire il nostro contributo rielaborando queste regole nelle principali lingue straniere. Grazie al lavoro dei nostri operatori e volontari abbiamo tradotto il messaggio in 12 lingue. In inglese, francese, spagnolo, arabo ma anche in swahili, amarico e tigrino, passando per wolof, filippino, cingalese e ucraino sono accessibili anche sul sito www.anolf.it  le informazioni basilari per poter prevenire la diffusione del contagio fisico, l’allarmismo e la paura. Crediamo che a volte un corretto messaggio può fare la differenza e salvare la vita. Non possiamo e non vogliamo abbandonare le comunità dei migranti e, quello che in tempi normali fa un mediatore, oggi lo svolgiamo online. Riorganizziamo cosi le nostre attività, in parte ridotte dai DPCM emanati dal governo e manteniamo in maniera i contatti per non disperdere il nostro impegno in favore di una società integrata e solidale. Andrà tutto bene.

(Pubblicato sulla pagina Servizi di Avvenire del 3 aprile 2020)

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