Viaggi e vacanze cancellati e voucher, i consigli di Adiconsum

Tantissime sono state le segnalazioni dei consumatori pervenute alla nostra chat gratuita (attiva dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 13 e dalle 14 alle 18 nell’ambito del progetto “Nessuno E-scluso-Ministero Sviluppo Economico DM 07.02.2018) sulla obbligatorietà di accettare un voucher con validità limitata nel tempo al posto del rimborso in denaro a seguito della cancellazione di un viaggio o di una vacanza per l’emergenza coronavirus. Nel corso della conversione del decreto Cura Italia in legge, avevamo inviato, ai sottosegretari Morani e Bonaccorsi, una lettera in cui presentavamo alcune proposte, dalla proroga della validità dei voucher per ulteriori 12 mesi in caso di non utilizzo al rimborso in contanti, allo scadere del voucher, in caso di impossibilità ad usufruirne, dalla possibilità di un frazionamento del voucher in singoli servizi turistici all’istituzione di un Fondo di garanzia per i voucher emessi per i contratti di trasporto e delle prenotazioni alberghiere, in caso di fallimento delle compagnie aeree o delle strutture ricettive, così come previsto per i pacchetti turistici. Adiconsum ha anche fatto proprio il richiamo della Commissione Europea agli Stati Membri sul rispetto delle normative europee ai quali è stato chiesto di approntare a livello nazionale le coperture atte a garantire dall’insolvenza i cosiddetti “voucher Covid-19″. Adiconsum ha anche accolto con favore la segnalazione dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato al Parlamento e al Governo sul voucher obbligatorio. Pur riconoscendo che il comparto del turismo è tra quelli più penalizzati, Adiconsum ritiene tuttavia che esso non possa essere salvato con i voucher dei consumatori, ma da interventi strutturali e consistenti da parte del Governo. Adiconsum è pronta a collaborare con l’industria del turismo per individuare soluzioni di pronta applicazione a livello nazionale e rispettose delle raccomandazioni della Commissione europea, lavorando anche per prevenire gli eventuali contenziosi che potrebbero insorgere con i consumatori ricorrendo alle procedure di conciliazione.

(Pagina Servizi Cisl di Avvenire 5 giugno 2020)

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