Il caso degli investimenti in Diamanti. Adiconsum in prima linea

Sono oltre 120 mila i piccoli risparmiatori italiani che, su consiglio di alcune banche, hanno investito i propri risparmi, in molti casi quelli di una vita, in diamanti, per un totale di due miliardi di euro. Il caso diamanti ha cominciato a prendere vita quando gli ignari consumatori hanno tentato di venderli cercando di recuperare un po’ di liquidità e si sono trovati di fronte ad un mercato inesistente.

Proprio per le informazioni ingannevoli ed omissive, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha multato per oltre 15 milioni di euro le banche e i broker finanziari che avevano proposto tali investimenti.

In pratica, non solo le informazioni pubblicate sui siti e sul materiale promozionale erano sommarie e non fornivano indicazioni utili per valutare la portata dell’investimento, ma addirittura, trasmettevano dati non veritieri, a cominciare dal prezzo e dall’andamento di mercato dei diamanti. Inoltre, ai risparmiatori, veniva fatto intendere che tali investimenti erano particolarmente adatti per presunti requisiti di liquidità e rivendibilità che garantivano la vendita alle quotazioni indicate in tempi esatti.

Tra le banche coinvolte ci sono Intesa Sanpaolo, Monte dei Paschi di Siena, Unicredit e Banco Popolare di Milano. Ed è proprio con quest’ultimo che Adiconsum, per cercare di dare ristoro agli investitori ingannati, ha aperto una trattativa lo scorso giugno, una volta sondata la disponibilità dell’istituto a trovare una soluzione positiva per la propria clientela. Gli incontri, partiti il 2 luglio scorso, in 5 città pilota, Reggio Emilia, Milano, Bergamo, Modena e Verona, dopo la conclusione del primo ciclo, sono già passati alla seconda fase.

Pertanto, Adiconsum invita tutti coloro che hanno investito i propri risparmi in diamanti ed hanno ricevuto informazioni ingannevoli sui rischi di questo mercato, di contattare la sedi territoriale Adiconsum più vicina per ricevere assistenza (www.adiconsum.it)

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