Congedi per maternità e paternità: cosa sono e come funzionano

Congedo di maternità: che cos’è
Il congedo di maternità è il periodo durante il quale le donne in gravidanza, per legge non possono lavorare. E’ vietato far svolgere attività lavorativa alla lavoratrice in gravidanza:
• durante i 2 mesi precedenti la data presunta del parto, salvo flessibilità;
• se il parto avviene oltre la data presunta, per il periodo intercorrente tra la data presunta e la data effettiva;
• durante i 3 mesi dopo il parto, salvo flessibilità;
• durante i giorni non goduti prima del parto, se lo stesso avviene in data anticipata (i giorni non goduti sono aggiunti al periodo di congedo di maternità dopo il parto, anche nel caso in cui la somma di tali periodi superi il limite complessivo di 5 mesi).

Flessibilità del congedo di maternità
Le lavoratrici possono smettere di lavorare anche a partire dal mese precedente alla data presunta del parto e fino ai 4 mesi successivi alla nascita del bimbo, se il medico specialista del servizio sanitario nazionale (o con esso convenzionato) e il medico competente ai fini della prevenzione e tutela della salute nei luoghi di lavoro, attestano - nel corso del 7° mese di gravidanza - che tale scelta non danneggia la salute della mamma e del nascituro.

La domanda di flessibilità, corredata dalle certificazioni mediche, deve essere inoltrata – tramite le sedi Inas Cisl -prima dell’inizio dell’8° mese di gravidanza all’Inps e al datore di lavoro.

Indennità di maternità
Per il periodo di congedo obbligatorio di maternità, la lavoratrice ha diritto a una indennità pari all’80% della retribuzione, salvo integrazioni previste dalla contratta¬zione collettiva.

Per ottenere l’indennità di maternità è ne¬cessario trasmettere all’Inps e/o al datore di lavoro la domanda corredata della seguente documentazione:
• certificato medico di gravidanza che indica la data presunta del parto (prima dell’inizio del congedo di maternità);
• dichiarazione sostitutiva del certificato di nascita (entro 30 giorni dall’evento).

Congedo di paternità: che cos’è
Il padre lavoratore ha diritto di astenersi dal lavoro per tutta la durata del congedo di maternità, o per la parte residua che sarebbe spettata alla lavoratrice, in caso di:

• morte o grave infermità della madre;
• abbandono del figlio da parte della madre;
• affidamento esclusivo del bambino al padre.

Inoltre, il padre ha l’obbligo di astenersi dal lavoro per 4 giorni, anche continuativi, entro i primi 5 mesi dalla nascita o dall’adozione del figlio, avvenute nel 2018. Nell’anno in corso, inoltre, il padre può astenersi dal lavoro per un ulteriore giorno, in sostituzione al congedo di maternità della madre.
Il trattamento economico è pari al 100% della retribuzione e il congedo deve essere comunicato al datore di lavoro con un preavviso di almeno 15 giorni.

Per chiedere il congedo di maternità o di paternità, le sedi Inas Cisl possono aiutarti! trovi gli indirizzi su www.inas.it  o chiamando il numero verde 800 249 307.

 

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