Fondo di sostegno all'affitto, novità per gli inquilini non comunitari

Fondo di sostegno all’affitto: per l’accesso agli inquilini non comunitari, cancellato l’obbligo della residenza da almeno 10 anni nel territorio nazionale e di 5 anni nella medesima regione. Con la recente sentenza n. 166/2018 della Corte Costituzionale scompare questo vincolo che penalizzava moltissimi cittadini in difficoltà, impedendo loro di presentare domanda per l’aiuto nel pagamento dell’affitto. A seguito della decisione della Suprema Corte in molti comuni che avevano già emanato i concorsi per il 2018 sono usciti bandi integrativi per permettere di presentare domanda a chi era stato escluso. I requisiti sono la cittadinanza italiana, europea o il permesso di soggiorno. La residenza nel comune dove si fa domanda. Un contratto di locazione scritto e registrato per un alloggio di abitazione principale, con esclusione di quelli pubblici e di lusso. Due fasce di accesso con ISEE inferiore a due pensioni minime ed una incidenza canone reddito del 14% e l’altra superiore al limite ed una incidenza del 24 %. Il contributo viene erogato attraverso graduatorie e dipenderà dalla disponibilità dei fondi.

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