Sentenza della Corte di Cassazione: risarcito anche il mobbing logistico

Il danno causato al dipendente trasferito illegittimamente e lasciato a lavorare in condizioni logistiche improponibili e dequalificanti deve essere risarcito: lo ha stabilito la Corte di Cassazione con una recente sentenza. I giudici hanno deliberato sul caso di una lavoratrice che, assunta per essere titolare di un ufficio, è stata poi trasferita ad altra sede e costretta a operare in condizioni di emarginazione, demansionamento e mortificazione personale e professionale. La dipendente, infatti, non aveva a disposizione né un tavolo, né una sedia e doveva transitare per le stanze dei colleghi, dalle quali doveva allontanarsi all’arrivo dei rispettivi clienti.

Per la Cassazione, nonostante il trasferimento fosse stato motivato da esigenze organizzative e commerciali, il datore di lavoro ha violato i diritti costituzionali del lavoratore (prima fra tutti l’integrità fisica e la personalità morale) e che abbia tenuto comportamenti ostili, che hanno causato alla lavoratrice un danno risarcibile.

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